"MAMMA, SEI BRUTTA. NON TI VOGLIO PIÙ BENE!"
- Sara Telasi
- 7 nov 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Una piccola frase detta dai nostri figli che ha la capacità di metterci in discussione.
Ma... Cosa si nasconde dietro a queste parole?
Parole come lame dette durante una crisi di rabbia, a seguito di una frustrazione o di un "no". Lame che affondano in noi arrivando dritte al cuore. Quasi sempre ci sentiamo inutili, crediamo di aver sbagliato e di aver perso l’amore e l'affetto del nostro bambino o della nostra bambina. Culturalmente fatichiamo ad accettare che i nostri figli possano anche solo ipotizzare l'idea di non volerci più bene.
I bambini piccoli, già dai 2 anni e mezzo, utilizzano queste frasi sia per scherzo o, più significativamente, quando non vengono accontentati in qualcosa a cui loro tengono, o, ancora, in quei momenti in cui non ottengono ciò che desiderano, quando non condividono quello che sta accadendo, o, infine, quando sono molto arrabbiati e non sono in grado di gestire l'emozione.
Fermiamoci un attimo a riflettere, anche a noi adulti capita di dire o fare cose che non ci appartengono, solo perché siamo arrabbiati, delusi o amareggiati? Se capita, in quali occasioni che hanno scatenato quale motivo?
La differenza esistente tra i nostri figli e noi è data principalmente da una maturità diversa: i bambini piccoli non hanno ancora sviluppato una buona capacità linguistica ed emotiva per gestire le frustrazioni e comunicarci il motivo per il quale si arrabbiano e, non avendo un vocabolario strutturato, di fronte alla frustrazione e alla delusione utilizzano l’unico canale (verbale e non verbale) che per loro ha più senso.
Mi raccomando, NON dobbiamo percepire queste frasi come giudizi di valore, il bambino NON ha una coscienza morale e fatica ancora a gestire le proprie emozioni, specialmente quelle spiacevoli.
Quindi, nel concreto, come possiamo reagire durante questi momenti?
Mantenere la calma cogliendo e accogliendo l’emozione di nostro figlio e lasciando che la sfoghi in maniera socialmente accettabile. Fare lunghi discorsi o offendersi durante una crisi di rabbia non ha nessun senso, né per il genitore e nemmeno per il bambino.
Attendere che la crisi passi, solamente dopo possiamo avvicinarci, abbassarci e contestualizzare l'avvenuto con tranquillità, utilizzando parole semplici e chiare. Successivamente, spiegare al piccolo che la grande rabbia che aveva, ha fatto uscire dalla sua bocca parole tristi, come “Mamma sei brutta e cattiva e non ti voglio più bene”. Importante è rassicurare il bambino dichiarandogli il nostro bene e la nostra presenza in qualsiasi momento.




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